Puntata 4

20 marzo: Costruire oggetti “fatti in casa” grazie alle stampanti 3D

Uno dei più eminenti filosofi del linguaggio del secolo scorso diceva che non si può evitare di comunicare: ognuno di noi, anche con un semplice sguardo, un piccolo gesto, trasmette e condivide qualcosa con gli altri, sempre. È arrivato però il momento di aggiungere che non si può non produrre: anche senza fabbrica o industria, anche senza particolari competenze tecniche, è possibile realizzare un oggetto in piena autonomia, limitandoci a pigiare un semplice tasto.

Per farlo basta avere in casa una stampante 3DTecnicamente si tratta di una macchina che non si limita più a replicare un’immagine o un testo su un materiale piano, ma può realizzare qualsiasi modello in tre dimensioni: dai prototipi agli oggetti riprodotti in scala, fino alle protesi mediche. Le “cartucce” di stampa sono composte nella maggior parte dei casi da filamenti utilizzati per la creazione del materiale di deposito.

L’origine di questa idea è fatta risalire al 1998, anno in cui Neil Gershenfeld, direttore del Center for Bits and Atoms del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston aprì un corso universitario intitolato How to Make (Almost) Anything, traducibile in «Come fare (quasi) qualsiasi cosa».

Gli studenti che parteciparono alla prima lezione di Gershenfeld si sentirono come facenti parte dell’equipaggio della nave stellare Enterprise di Star Trek, dove grazie al “Replicatore” si poteva generare qualsiasi cosa.

Quello che in Star Trek era pura fantascienza è oggi diventato realtà ed è noto come “rivoluzione dei Makers” o “Fabing”. In breve tempo dal MIT l’idea di “costruire da soli” si è infatti propagata in tutto il mondo e grazie alla rivoluzione elettronica degli ultimi anni si è trasformata da un’idea innovativa di un istituto di ricerca in una realtà tangibile portata avanti da hobbisti e appassionati di tecnologia.

Sono nati così i primi spazi condivisi basati sulla filosofia del Fabing: i Fab Lab (dall’inglese fabrication laboratory).

Ne parleremo come sempre ad «Aula 40», giovedì 20 marzo dalle 10 alle 11,15, in diretta dal Cnr di Pisa e in collaborazione con Punto Radio avendo come ospiti Simona Bronco, ricercatrice dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici (Cnr); Daniela Giorgi, ricercatrice dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (Cnr); Roberto Scopigno, ricercatore dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (Cnr) e Carmelo De Maria, presidente Fab Lab Pisa, officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale.

In collegamento telefonico avremo Lorenzo e Luciano Cantini, membri dell’azienda familiare «Kent Strapper» di Firenze ed Enrico Dini, amministratore della Dinitech/D-shap, azienda che costruisce in 3d manufatti grandi come… case.

E, mentre stavamo andando in onda è accaduto che due bimbi con problemi polmonari sono stati salvati dalla possibilità di usare una stampante 3D per la realizzazione di vie aeree artificiali. La notizia arriva da «Repubblica»

locandina della quarta puntata
locandina della quarta puntata

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