9. L’insostenibile leggerezza delle scienze

Durante il vostro percorso di studi medio-superiore, siete riusciti a vedere una reazione di decolorazione? Avete mai usato il Tavolo di Varignon? E siete mai riusciti a vedere come si allontano o avvicinano le foglioline metalliche in un elettroscopio a seconda della carica alla quale vengono sottoposte?

Tutto quello che riguarda lo studio e la visione di fenomeni scientifici all’intero di un laboratorio scolastico dipende sempre dal metodo che ogni docente adotta per insegnare la propria materia, i fenomeni e le leggi che essa racchiude. Dagli esperimenti in laboratorio per le materie di biologia, chimica, fisica lo studente può comprendere non solo il singolo fenomeno ma anche i meccanismi che regolano molti fenomeni naturali che incontra quotidianamente nella vita reale.

Eppure secondo uno studio solo la metà degli studenti delle secondarie di secondo grando è interessata alle materie scientifiche, mentre la restante metà afferma di non amarle anche a causa del classico metodo di apprendimento scolastico, a detta di molti, vetusto e ripetitivo, anche a causa di un insegnamento non coinvolgente o comunque troppo nozionistico.
Ma allora, cosa dovrebbe fare un docente per  far appassionare i suoi alunni a queste materie?
I ragazzi di oggi sono attratti e affascinati da tutto ciò che è spettacolare e che li stupisce; questo può essere motivo di disinteresse verso quanto appare ai loro occhi come una somma astratta di leggi e nozioni difficili e incomprensibili, che non trovano nessuna  applicazione utile e rimangono in un mondo distante dal loro.

In una laboratorio si possono osservare fenomeni basati su principi e leggi della chimica, della biologia, della fisica tanto spettacolari quanto reali. E sono proprio queste caratteristiche che possono agevolare lo studio e l’insegnamento delle materie scientifiche per riaccendere verso di esse l’interesse degli studenti che spesso se ne allontanano perché le temono.

In questa puntata di “Aula 40” vogliamo proporre una visione dell’insegnamento della scienza che ne mostri la faccia divertente e ne dimostri la sostenibile leggerezza. Ci faremo aiutare a capire come rendere le materie scientifico-matematiche più leggere e più attraenti da chi fa della divulgazione, della comunicazione e della ricerca scientifica, una passione e un lavoro.

Seguiteci giovedì 26 gennaio dalle 10, in onda sempre sulle frequenze di Punto Radio (91. 1 – 91.6) e in streaming sulla web tv del Cnr (www.cnrweb.tv), insieme a Massimo Marini e ai giovani giornalisti del Liceo Scientifico Filippo Buonarroti di Pisa, Leonardo Aquila, Francesco Bouchard, Marta Filomena, Alice Marrucci, Luisa Pessina.

 Ospiti in studio:

  • Francesco Ceccarelli, responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione della Scuola Superiore Sant’Anna;
  • Mariangela Chiapparelli, dirigente scolastica del Liceo Scientifico “Filippo Buonarroti” di Pisa;
  • Marco Faraj, tecnico di laboratorio del Liceo Scientifico “Filippo Buonarroti” di Pisa;
  • Ezio Maria Ferdeghini, ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr (Ifc-Cnr);
  • Veronica Neri, Università degli Studi di Pisa
  • Sabina Sarti, docente di Matematica e Fisica del Liceo Scientifico “Ulisse Dini” di Pisa;
  • Maria Grazia Valtriani, docente di Scienze Naturali del Liceo Scientifico “Filippo Buonarroti” di Pisa;
  • La classe 4a AS del Liceo “Filippo Buonarroti” di Pisa;

 

In collegamento telefonico:

  • Rosa Bottino, direttrice dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del Cnr (Itd-Cnr);
  • Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr (Iac-Cnr);
  • Fabio Pacucci, ricercatore all’Università di Yale e dottore di ricerca della Scuola Normale Superiore.

9. L'insostenibile leggerezza della scienza