19. Piccole e medie imprese e cultura digitale: quanto c’è ancora da fare?

In questa puntata parleremo delle nuove opportunità e dei nuovi orizzonti che le tecnologie digitali offrono alle aziende italiane. Il focus della nostra trasmissione, però, non sarà rivolto alla cosiddetta Industria 4.0, la cosiddetta ‘nuova rivoluzione industriale’, fenomeno che interessa maggiormente le grandi industrie italiane e dove i sistemi digitalizzati e iperconnessi vengono ampiamente utilizzati per migliorare la produttività e la qualità della produzione. Ci concentreremo, invece, sulle piccole e medie imprese, che rappresentano il 95% delle attività produttive del nostro Paese e il 67,3% del Prodotto Interno Lordo italiano. Una grossa fetta della nostra economia che, da indagini recenti, sembra non abbia colto a pieno le possibilità create dall’avvento di Internet.

Secondo i dati di Confindustria del 2016, appena il 6,5% di queste imprese, per esempio, vende online i propri prodotti, contro una media europea del 16%. Sempre secondo i dati della Confindustria, questo ritardo è calcolabile in un mancato guadagno di circa il 2% di Pil e nella, conseguente, mancata creazione di oltre 700mila nuovi posti di lavoro.

Sono molte di più, fortunatamente, le PMI che hanno un proprio sito aziendale. Qui la percentuale, secondo un’indagine Doxa, sale al 63%. Tuttavia, a voler vedere il bicchiere mezzo vuoto, tutto ciò significa anche che ancora il 40% delle piccole e medie aziende italiane sta ancora ‘resistendo’ alla rivoluzione digitale.

Proprio per ridurre questo gap, il Registro .it, l’anagrafe dei nomi a dominio .it, attraverso la partecipazione a workshop o seminari rivolti agli imprenditori, svolge un ruolo importante nel promuovere la digitalizzazione delle piccole e medie aziende italiane.

Dal 2015, inoltre, il Registro .it ha istituito  l’“Osservatorio internet permanente dell’agroalimentare”. Partendo dagli oltre 3milioni di nomi a dominio registrati con il suffisso .it, il Registro .it ha analizzato la diffusione sul web dei vari settori appartenenti all’agroalimentare e ha studiato la loro diffusione e distribuzione a livello geografico sul suolo italiano. Lo stesso tipo di ricerca è stata fatta per un altro settore cardine della nostra economia, come l’ICT. E presto inizieranno altri due progetti di ricerca che analizzeranno i siti con nome a dominio .it relativi ai settori che più di tutti incarnano il “Made in Italy”: la moda e il turismo.

Questi osservatori, oltre a colmare un vuoto informativo, permetteranno alle aziende di essere identificate e trovate in Rete più facilmente.

Se volete saperne di più, seguiteci domani su Aula 40, in onda dalle 10  sempre dalle frequenze di Punto Radio (91.1-91.6) e in streaming su www.cnrweb.tv.

Con Massimo Marini saranno in studio:

  • Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr) e responsabile del Registro .it;
  • Maurizio Martinelli, Responsabile Unità Servizi Internet e Sviluppo Tecnologico del Registro .it;
  • Maurizio Nardi, imprenditore;
  • Michela Serrecchia, tecnologa dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr) e Registro .it;
  • Loredana Sideri, collaboratrice dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr) e Registro .it;
  •  Chiara Spinelli, collaboratrice tecnica dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr) e Registro .it.

In collegamento telefonico:

  •  Sandro Mangiaterra, giornalista del Sole 24 ore.

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