12. Resilienza o estinzione?

Oramai, l’uomo e gli animali addomesticati rappresentano il 95% dei mammiferi terrestri. Città, campi e piantagioni occupano circa il 50% delle terre emerse, i banchi di pesca stanno scomparendo sostituiti da banchi di plastica, le barriere coralline del mondo intero stanno morendo in un mare sempre più caldo e acido, le stagioni diventano sempre meno piovose.

Solo ultimamente l’opinione pubblica si è sensibilizzata a questi temi, anche grazie allo sciopero mondiale sul futuro, ideato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg.

Non si parla mai di queste cose, invece, quando si pensa alla crisi sociale ed economica. Eppure è dalla biosfera e dalla sua biodiversità che derivano condizioni climatiche favorevoli, acqua abbondante e di buona qualità, suoli fertili. Il suo degrado provoca condizioni di ineguaglianza di accesso alle risorse che stanno generando in tutto il mondo l’aumento della povertà, dei conflitti, dei flussi migratori.

Una situazione che sta interessando anche i paesi cosiddetti “sviluppati” dove, nella vana speranza di una improbabile crescita economica che si scontra con i limiti fisici del pianeta, si stanno promuovendo attività sempre più distruttive.

Infatti, anziché correre ai ripari per salvare ciò che rimane delle risorse con cui dovremo vivere noi ed i nostri discendenti, come presi da una follia collettiva ci si accanisce a vanificare i pochi provvedimenti utili presi.
Una civiltà senza petrolio sarebbe possibile, ma senza biodiversità, che ci garantisce acqua dolce e fertilità dei suoli, un clima favorevole, non è neppure ipotizzabile.

E mentre la ferita del Monte Pisano stenta a cicatrizzare si promuovono attività distruttive sotto il profilo ambientale, a meri fini speculativi, distruggendo il poco che è stato costruito in questi anni. Ne sono testimonianza gli attacchi sistematici a cui sono sottoposte le aree protette e le aree verdi che ancora resistono in nome di un improbabile “sviluppo” economico e di una crescita economica altrettanto improbabile per i limiti finiti del pianeta.

Di questi temi si parlerà giovedì 21 marzo dalle 10 nella prossima puntata di Aula 40, sempre sulle frequenze diPunto Radio (Fm 91.1-91.6) e in streaming sulla web tv del Cnr (www.cnrweb.tv), e durante il convegno “Resilienza o estinzione” che si terrà venerdì 22 marzo alla Sala Convegni del Polo Piagge, e a cui parteciperanno, oltre agli ospiti presenti ad Aula 40, anche il filosofo ed economista Serge Latouche, ideatore della teoria della decrescita felice, e il direttore scientifico del Wwf Italia Gianfranco Bologna.

In studio saranno presenti:

  • Luciano Celi, collaboratore tecnico dell’Istituto dei Processi Chimico-Fisici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ipcf-Cnr) e dottorando al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento;
  • Elisabetta Norci, agronomo paesaggista;
  • Luca Pardi, primo ricercatore dell’Istituto dei Processi Chimico-Fisici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ipcf-Cnr);
  • Jacopo Simonetta, ecologo.

In collegamento telefonico:

  • Angelo Tartaglia, Professore di fisica presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino.
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